Roma e l'Italia.
Come sappiamo, Roma creò in Italia un vasto sistema di alleanze che le consentiva di controllare la Penisola evitando l'annessione diretta dei territori appartenenti agli alleati. Con la denominazione di Italia si intendeva, in origine, solo la punta estrema della Penisola, ma, in progresso di tempo, con le vittorie della Repubblica, questa denominazione giunse ad indicare anche i territori posti al di là del Po e tutto l'arco alpino. Sicilia e Sardegna, in quanto prime Province, non erano considerate parte dell'Italia e questa situazione durò fino a Diocleziano, quando esse furono ricomprese amministrativamente nella Diocesi Italiciana. Ma quali sono i rapporti che legano Roma all'Italia ? Si sa che l'Impero romano si spinse ben oltre i confini dell'Italia, e questo fatto ebbe alla lunga ripercussioni sul ruolo che Roma era destinata a svolgere in Italia e nell'intera parte occidentale dell'Impero. Col basso Impero (Dominato), la Capitale fu spostata prima a Milano e poi a Ravenna, dove la Cancelleria imperiale finì di legiferare nel 467 d.C. Questo policentrismo nocque non poco all'identificazione di Roma nell'Italia.
In origine, il territorio italico costituiva per la civiltà romana la terra patria, cioè il suolo natio, ed era considerato, giuridicamente e politicamente, territorio metropolitano, in quanto prolungamento dell'ager romanus, status che esso mantenne fino all'età classica dell'Impero (27 a.C. - 235 d.C.). In quanto detentrice di tale status, l' Italia era denominata Rectrix Mundi (Dominatrice del Mondo) ed Omnium Terrarum Parens ( Genitrice di Tutte le Terre).
La eco di questo ruolo prestigioso nell'ambito dell'Impero, risuona ancora in epoca medioevale, quando i Glossatori ( cioè gli studiosi civilisti del Corpus Juris,) la appellavano Domina provinciarum (Signora di province), definizione ripresa amaramente da Dante nella sua invettiva contro la servitù dell'Italia. Scrive M. Baistrocchi (1994): " Pur tenendo sempre chiaramente in gran conto le qualità delle popolazioni, dei territori e delle popolazioni altrui, i Romani hanno sempre tenuto ben distinta l'importanza e la preminenza indiscussa, specie sotto il profilo spirituale e religioso, dell'Italia, rispetto a tutte le terre e quindi poi anche nei riguardi delle province dell'Impero: si dovette attendere la riorganizzazione politico-amministrativa di Diocleziano per dover registrare solo allora il progressivo oblio della distinzione tra fines populi romani (come confini della terra Italia) e limites dell'Impero. Da allora verrà progressivamente a stemperarsi sia il concetto sacrale che quello etnico - geografico, culturale e politico d'Italia e, di conseguenza, a prevalere la tendenza universalistica sovrannazionale dell'Impero, che erediteranno poi tanto il cristianesimo medievale di Occidente, quanto gli Imperi 'traslati' di Costantinopoli e degli imperatori franco-germanici...Proprio contro gli effetti perversi di tale duplice universalismo, si erse con grande acume il Machiavelli, sforzandosi di risvegliare gli Italiani dal soporoso torpore secolare e mostrando loro, che proprio tale nobile ecumenismo era stato direttamente o indirettamente all'origine delle disgrazie, dei lutti e delle divisioni dell'Italia: di fronte alle molteplici piccole Italie che erano germogliate dallo sgretolamento dell'unità peninsulare durante il Medioevo, il Machiavelli, infatti, riallacciandosi ai presupposti sacrali e alle connotazioni etnico-geografiche dell'antichità, non mancò di ribadire...che l'esigenza ineludibile e l'obbiettivo prioritario fosse quello di ritesserne l'infranta unità politica".
Nelle parole di Baistrocchi, è condensato il percorso involutivo dell'Italia, iniziato come territorio metropolitano di Roma, e finito nella disgregazione e servaggio verso entità sovrannazionali come il Sacro Romano Impero e la Chiesa cattolica. Contro l'autore, noi osserviamo però che la causa di queste avversità va ricercata anche nel regionalismo e sub-regionalismo dell'Italia preromana. Certo è che l'invenzione del concetto di Italia, è da attribuire ai Romani, nel processo da essi innescato di unificazione politico-giuridica della Penisola da sud a nord.
Tale processo non si è basato solo su fattori politico-giuridici, ma anche su sistemi di organizzazione del territorio, come la centuriatio o centuriazione, attraverso la quale venivano creati lotti da colonizzare, soprattutto da parte degli ex-legionari. La centuriazione, su cui ci soffermeremo più avanti, segnò profondamente l'ambiente antropico-naturale soprattutto del Nord Italia, e non è raro trovarne ancora tracce nelle aree pianeggianti, come la pianura Padana.
Nel Sud segnaliamo il vecchio ager Campanus (città di Atella, Acerra, Capua, Nola); a Nord molte sono le località interessate dalla centuriazione: Milano, Torino, Brescia, Cremona, Cesena, Alessandria, Mantova, Bergamo, Padova e Rovigo. Come si può notare, la presenza romana, con le sue forme di influenza giuridica ed agrimensoria, è ben radicata nelle Regioni italiane.
Roma, quindi, ha creato l'Italia, pur espandendo i suoi domini ben oltre i confini della terra Italia. Essa è stata la città-stato che, per prima, ha unificato l'Italia, dandole le sue leggi e la sua lingua. A ciò non riusciranno nel Medioevo e nel Rinascimento altre città-stato, come Venezia, Firenze o Genova, ordinamenti civili pur insigni per istituzioni e cultura. Questo fenomeno è dovuto agli interessi particolaristici di detti ordinamenti: a tal riguardo si parla dell'Italia come del Paese delle cento città. Riuscirà invece a Torino, capitale del Regno sabaudo, rivelatosi nei secoli come il più coriaceo Stato italiano.
Ma facciamo un passo indietro e chiediamoci: da dove origina l'aggettivo italiano ? Abbiamo visto nelle precedenti notizie che l'Italia preromana era abitata dagli Italici (stanziati lungo la dorsale appenninica); ma si parla anche degli Itali come abitanti dell'Italia in senso generale; poi c'erano gli Italioti , che altri non erano che i coloni greci giunti sulle coste della Magna Grecia a partire dall'ottavo secolo a.C. E' evidente che il termine italiano è una estensione del nome Italia. Nella tarda età imperiale, in concomitanza con la decadenza di Roma e l'accresciuto ruolo politico di Milano, più vicina al limes barbarico, il nome Italia comincia ad essere attribuito solo all'Italia settentrionale; con tale significato continuerà ad essere usato nel Medioevo ( quando "italiano" e "lombardo" erano sinonimi), per poi ricominciare ad essere riferito progressivamente al resto della Penisola.
Supponiamo che italiano sia un termine di conio "moderno", e che non derivi né da italicus, né da italus né tanto meno da italiota. Questi aggettivi, infatti, sebbene indubitabilmente legati all'aggettivo italiano, sono troppo legati al contesto storico antico in cui venivano adoperati. Non ignoriamo che gli Italici, nella loro rivolta contro Roma, battevano monete con la dicitura Italia, ma si tratta di un fatto troppo legato all'antichità. E' probabile invece che, stante la romanizzazione dell'Intera Italia, dal Meridione al Settentrione, con l'ingresso nel mondo romano di popolazioni non italiche, come Celti, Veneti e Liguri, e di nuovi arrivati, ad es. i Longobardi, si sia avvertito il bisogno nel Medioevo di un nuovo termine che fosse idoneo ad indicare il complesso dei popoli (romanizzati) viventi nell'intero Paese: da qui il termine italiano.
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